Cosa sapete del telefono Amico, di quando è nato e perchè?
Chi ci chiama cosa vuole e perchè cerca proprio noi?
Chi siamo, dove siamo e perchè aspettiamo le vostre chiamate?
Noi pensiamo che sappiate rispondere alla maggior parte di queste domande: probabilmente non sapete che il primo servizio di aiuto telefonico è nato nel 1906 negli USA ad opera di "Save a life League" che aprì un centro a New York e successivamente in altre città americane…, che nel 1948 a Vienna nacque il primo servizio telefonico europeo contro il suicidio anche se il moderno Telefono Amico nasce a Londra nel 1953 ad opera del padre Samaritano Chad Varah sempre per prevenire i troppi tentativi di suicidio, ma certamente sapete che siamo volontari, che i nostri centri sono sparsi un pò ovunque in Italia in Europa e nel mondo e che siamo a disposizione di chiunque ci chiami al telefono per comunicarci gioia o dolore, solitudine o contentezza, rabbia o felicità cercando di instaurare un rapporto amichevole, franco e privo di pregiudizi.
Se non ci conoscevate potrete saperne di più cercando fra i nostri links, leggendo queste pagine o scrivendoci: vi risponderemo cercando di darvi maggiori informazioni. Ma se ci conoscevate già questo è perchè nel corso degli anni, attraverso i giornali, le radio, la musica, la tv ed il cinema (oltre al nostro lavoro) ci siamo ritagliati un piccolo posto nella società, tra la gente: facciamo ormai parte dell'immaginario collettivo.
Quello che vi proponiamo qui è un breve viaggio nella storia del telefono come strumento di comunicazione e del Telefono Amico visti nel tempo attraverso la cultura.
La parola telefono deriva dal Greco tele (lontano) e fono (suono) cioè suono che viene da lontano.
Il telefono nasce nel 1871 grazie all'Italiano Antonio Meucci ed ai suoi studi compiuti negli Stati Uniti, ma le sue scarse risorse economiche non gli permisero di sfruttarne l'invenzione così il suo brevetto decadde e nel 1876 gli Americani A.G.Bell e E. Gray ne presentarono un altro simile frutto delle loro ricerche, ponendo così le basi della moderna telefonia: a loro viene ufficialmente riconosciuta l'invenzione del telefono. La sua diffusione fu abbastanza rapida: già ai primi del Novecento esistevano centralini che collegavano fra loro migliaia di utenti, soprattutto nelle grandi città; negli anni trenta gli utenti erano già qualche centinaio di migliaio per nazione in Europa e U.S.A. ma fu solo negli anni che seguirono la seconda guerra mondiale che il telefono divenne presente quasi in ogni casa e sempre più diffuso in ogni parte del mondo: in Italia per esempio, nel 1940 c'era un telefono ogni 100 abitanti, dopo la guerra solo il 3% della popolazione ne poteva disporre ma nel 1960 c'erano 3.500.000 telefoni.
Nel corso del tempo il telefono ha cambiato materiali di costruzione e forma passando dal legno al metallo alla plastica, variando " design " e colori a seconda delle nuove mode. Come molti altri strumenti è diventato parte del nostro vivere quotidiano, sicuramente nel corso del tempo è cambiato anche il nostro modo di comunicare attraverso di lui: immaginiamo la curiosità e la sorpresa nel fare una domanda e nel ricevere risposta attraverso un filo nei primi anni di diffusione, ma le migliorie tecniche apportategli fecero sì che si potesse restare in linea più a lungo, con una miglior ricezione, cambiando di conseguenza anche il modo di dialogare: non più solo brevi messaggi pratici o saluti ma conversazioni vere e proprie permettendo cioè di scambiare pensieri, sentimenti, opinioni in modo diretto fra persone molto distanti fra loro: pensiamo che negli anni '50 e '60, anni di grandi emigrazioni per lavoro, poter sentire ogni tanto la voce di un proprio caro potesse per un poco rendere meno pesante vivere lontano dalla propria terra e fosse più immediato e facile che scrivere una lettera. Finchè il sistema di chiamate non fu automatizzato fu necessaria la presenza umana in centrale per collegare fra loro gli utenti: sulla figura della centralinista si sono spesi fiumi di parole, barzellette e racconti, ma è sicuramente vero che in molti casi questa lavoratrice ha raccolto i sentimenti di chi chiamava rivelando spesso una notevole carica umana.
Questo succede abitualmente anche oggi che il telefono viene usato per fini commerciali: una significativa percentuale di persone si rivolge ai numeri commerciali non per comprare o informarsi, ma per soddisfare il proprio bisogno di parlare: anche qui le operatrici devono ormai conoscere, oltre al marketing, anche qualche nozione di psicologia per affrontare queste chiamate. Con l'arrivo del cellulare il bisogno di comunicare acquista ulteriore immediatezza: la tipica frase " chiamate ad ore pasti " diventa quasi obsoleta; oggi il possessore di un telefonino può chiamare od essere chiamato (purchè tenga il cellulare acceso, naturalmente) in qualsiasi momento e se da un lato questo ha portato a qualche esagerazione nell'uso (comunicare subito qualunque cosa in qualsiasi momento, controllare in continuazione la segreteria ecc.., cioè diventare schiavi di questo strumento) d'altro canto il cellulare può davvero soddisfare immediatamente il bisogno di comunicare e , in effetti, sono moltissime le telefonate da cellulare in arrivo al telefono amico. Un esempio sconvolgente dell'immediatezza portata dal cellulare è venuta l'11 settembre 2001 con i terribili struggenti messaggi d'addio o richieste d'aiuto provenienti da chi era imprigionato sulle Twin Towers o sugli aerei dirottati. Gli S.M.S. aggiungono un'ulteriore possibilità di comunicazione dando modo di inviare anche un breve messaggio scritto, mentre da alcuni cellulari è ormai possibile inviare e ricevere E-mail completando così la versatilità di questo mezzo.
Oggi quindi la tecnologia ci offre un'infinità di mezzi per meglio comunicare, eppure, paradossalmente, ci sentiamo più soli di un tempo : è colpa del telefono e dei suoi derivati? Crediamo di no, anzi esso dà modo di continuare ad avere rapporti con i nostri conoscenti anche quando le condizioni oggettive lo impediscono.
Piuttosto esso, più che altri mezzi di comunicazione quali tv e radio, che trasmettono un messaggio che possiamo solo recepire senza possibilità di ribattere (anche se negli anni settanta grazie alle radio libere cominciò un'interazione fra trasmettitori ed ascoltatori che spezzò questa unilateralità proprio grazie alle telefonate in diretta, consuetudine tuttora in uso ed estesa alla tv) ci dà modo di interagire col nostro interlocutore scegliendo tempi modi e parole della nostra comunicazione rivelandosi quindi il mezzo comunicativo più democratico, soggetto perciò più degli altri ad un dualismo conseguente: può lenire la solitudine o perpetuarla (questo al telefono amico lo constatiamo ogni giorno: è più facile chiamarci ogni sera piuttosto che tentare di uscire di casa),possiamo ricevere un messaggio d'amore o una minaccia, ascoltare una voce gradita oppure una antipatica, possiamo raggiungere chiunque dovunque sia, ma anche viceversa e a volte non vorremmo....... Bene, speriamo di essere riusciti a darvi qualche spunto interessante sul telefono, la sua storia e il suo uso senza pretendere di aver esaurito l'argomento, anzi!
Chi fosse interessato ad ulteriori approfondimenti può consultare la bibliografia finale. Abbiamo inoltre cercato, per maggior completezza di questa ricerca, di mostrare come vengono visti il telefono ed il Telefono Amico nel cinema, nella letteratura e nella musica: anche qui non pretendiamo di aver dato un quadro completo di quanto si può trovare (vi invitiamo ad inviarci ulteriori notizie, titoli ecc. ecc.) ma solo di stuzzicare la vostra curiosità...
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